Allocuzione del 1° agosto della Presidente del Legislativo


03 agosto 2010

Care concittadine e cari concittadini, è per me un piacere ed un onore potermi esprimere in occasione della nostra festa nazionale. Questa sera mi si offre la l'opportunità di riflettere insieme a voi su tre punti: la Svizzera come nazione, il rapporto del Ticino nei confronti della Svizzera, ed infine il ruolo degli Svizzeri nel mondo. Leggi il seguito...


 

Ma cosa è la Svizzera? Al contrario di altre nazioni, non esiste un elemento ovvio che ci accomuna: non una lingua, non una religione, non una stirpe e neppure un evidente fattore geografico. Insomma niente eppure la Svizzera si dimostra ogni giorno solida, prospera e vitale. Raccontata così, non sembra neppure vera.

Quali sono i motivi alla base del successo della nostra nazione? Secondo me una costituzione moderna, un attento dosaggio di poteri e limitazioni, il senso di rispetto per le minoranze, una cultura politica democratica e volta al dialogo e alla ricerca di soluzioni che soddisfino tutti. E allora cosa è la Svizzera? La Svizzera è una nazione che esiste grazie alla volontà dei suoi cittadini di stare assieme; un paese consapevole del proprio passato e che lavora continuamente nel presente per costruire il suo futuro.

Per quanto riguarda il futuro vorrei una Svizzera ancora più coraggiosa, più aperta e solidale e maggiormente attenta alle problematiche ambientali e sociali. Vorrei una Svizzera più integrata nell’Unione Europea pur mantenendo la sua sovranità e quella dimensione umana che ancora la contraddistingue.

Riguardo al Ticino e al suo rapporto con la Svizzera, alcuni politici insistono nel dirci che a Berna poco importa delle nostre sorti. Io credo che questo non sia vero. Anche se le diversità linguistiche creano a volte problemi pratici, la mia impressione è che questi possano essere superati mostrando più orgoglio e maggior consapevolezza del nostro piccolo territorio, ponendo l’accento su ciò che ci unisce e non su ciò che ci separa.
Ci lamentiamo a volte di essere trattati come un colonia e invece non lo siamo. Viviamo in una regione che riveste un importante ruolo turistico, grazie alla sua bellezza paesaggistica ed al suo clima particolarmente mite. Anche a livello economico non siamo cittadini di serie B – dopo tutto nessuno può negare che Lugano sia la terza piazza finanziaria elvetica dopo Zurigo e Ginevra. Per questo motivo il Ticino in cui mi riconosco non è quello racchiuso in se stesso e pieno di rancore e risentimento, ma quello consapevole del proprio valore e della propria unicità, ed aperto al resto della Svizzera.
Vorrei infine ricordare gli Svizzeri all’estero, quelli che sparsi in giro per il mondo sono i migliori ambasciatori della nostra nazione. Sono quasi 700’000 persone, in pratica un decimo della nostra popolazione. Per la Svizzera, l'emigrazione non è un fenomeno nuovo, ma al contrario, è una tradizione che ha radici profonde, in particolare nel nostro Cantone. Chi di noi non ha un lontano parente che è emigrato in Argentina o in California? Nessuno, probabilmente. Oggi come in passato la maggior parte degli Svizzeri che si trasferiscono all’estero lo fanno per motivi professionali. L’unica differenza è che i nuovi emigranti non sono più spinti dalla mancanza di lavoro, dalla povertà o dalle fame.

Forse non tutti sanno che in passato diversi Comuni svizzeri hanno versato agli emigranti un contributo monetario per incoraggiare a partire coloro che rischiavano di cadere a carico dell'assistenza. Uno di questi emigranti era un certo Luis Chevrolet, il fondatore della nota casa automobilistica.

Gli emigranti di oggi, invece, sono spesso spinti all’estero attirati dalla possibilità di svolgere degli stages professionali e linguistici, oppure, nel caso di settori altamente specializzati, dalle migliori possibilità di impiego. Claude Nicollier, dopotutto, non avrebbe potuto portare la nostra Svizzera nello spazio se fosse rimasto a casa.

Gli Svizzeri all’estero, quindi, sono un importante risorsa per la nostra nazione – la nostra buona reputazione comincia proprio da loro, sono loro infatti che giorno dopo giorno, sono in prima fila per far comprendere al resto del mondo il nostro Paese, la nostra politica e i nostri valori.

Di questi Svizzeri all’estero circa 30’000 ogni anno rientrano in patria definitivamente, attirati dal nostro alto tenore di vita, dai servizi puntuali ed efficienti, dalla sicurezza delle nostre strade e delle nostre città, dai buoni collegamenti e trasporti e dall’ottimo sistema sanitario. Concludo quindi augurando a tutti voi, ed a vostri amici e parenti all’estero, una lieta Festa Nazionale.
 

Augusta Medici Suriani, Presidente del Consiglio comunale